Cari colleghi,

l’età avanza e si comincia a perdere qualche colpo. La settimana scorsa, ho confuso il giorno della settimana e mi sono presentata a scuola in ritardo. L’insegnante di collegamento che non vedendomi arrivare mi aveva fatta chiamare, mi ha anticipato che da questo ritardo sarebbe potuta conseguire una sanzione disciplinare tipo un avvertimento scritto. Posso sapere di cosa si tratta? E’ grave?

Grazie per un chiarimento.

Chiara M.

 

Cara Chiara,

l’avvertimento scritto viene irrogato per lievi violazioni dei propri doveri e non comporta particolari conseguenze, consiste in un richiamo all’osservanza dei propri doveri. Contro la sanzione si può presentare, entro trenta giorni, ricorso gerarchico al Ministro dell’Istruzione oppure rivolgersi al Giudice del Lavoro, o ancora utilizzare la procedura di “arbitrato e conciliazione”.

 

 

Sono un’insegnante di scuola primaria iscritta al sindacato. Quest’anno ho presentato la domanda di mobilità territoriale, ma vorrei sapere: nel caso in cui non ottenessi il trasferimento chiesto, c’è ancora la possibilità di chiedere l’assegnazione provvisoria?

Vi ringrazio anticipatamente se vorrete rispondermi, per me è molto importante riuscire ad avvicinarmi a casa.

Roberta F.

Cara Roberta,

anche per il prossimo anno scolastico sarà possibile chiedere la mobilità annuale ossia le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni.

 

Sono una docente di ruolo con cattedra di 24 ore nella scuola primaria. Siccome mio marito si sta trasferendo all’estero per lavoro e io  vorrei raggiungerlo, ho una serie di quesiti da porvi:

  1. a) posso partire in qualsiasi momento, anche in corso di anno scolastico?
  2. b) devo chiedere l'aspettativa per motivi di famiglia di cui all'art. 18 del ccnl?
  3. c) o posso chiedere altro tipo di aspettativa illimitata finché il coniuge è all'estero per lavoro?
  4. d) conserverò la titolarità di scuola per tutto il periodo di permanenza all'estero?
  5. e) a causa la sospensione della retribuzione per aspettativa, posso presentare in loco domanda di messa a disposizione per le scuole italiane all'estero o partecipare in altro modo all'attività professionale di insegnante sempre per le scuole italiane all'estero?

Grazie per l’aiuto che vorrete darmi.

Vincenza S.

 

Cara Vincenza,

  1. a) La partenza del docente, coniuge di un soggetto destinato all’ estero per lavoro, può essere autorizzata anche nel corso dell’anno scolastico, una volta presentata da parte dell’interessata la relativa documentazione cui fa seguito la prevista autorizzazione della scuola di appartenenza.
  2. b) Va chiesta la specifica aspettativa prevista per il raggiungimento del coniuge all’ estero.
  3. c) Non sono previste altre forme di aspettativa illimitata. Potrai richiedere aspettativa ai sensi dell’art. 18 c. 3 CCNL/2007, per esperienza di una diversa attività lavorativa, ma circoscritta ad un anno scolastico.
  4. d) La titolarità nell’istituzione scolastica di appartenenza, per chi usufruisce dell’aspettativa per ricongiungimento all’estero, viene mantenuta per un triennio, decorso il quale occorre presentare istanza cartacea all’USP di appartenenza, entro i termini e con le modalità previste dall’OM concernente la mobilità per l’anno scolastico cui l’istanza si riferisce, per ottenere una nuova sede di titolarità fra quelle disponibili prima delle varie fasi della mobilità. Tale assegnazione della nuova titolarità non esclude, nel caso in cui dovesse risultare penalizzante per l’ interessata (per distanza, ecc.), la presentazione della domanda di mobilità on line nel rispetto di quanto previsto nel relativo CCNI.       
  5. e) Il docente in aspettativa senza assegni per ricongiungimento al coniuge all´estero conserva lo status di dipendente della P.A. ed è soggetto a tutti gli oneri che ne derivano, salvo quello della prestazione del servizio. Pertanto è anche soggetto al regime delle incompatibilità che vincolano i pubblici dipendenti, che sono regolate dall´art. 60 del TU 3/1957, nonché l´art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e, per i docenti, l´art. 508 del D.Lgs. 297/1994. Ad eccezione dell’ aspettativa ai sensi dell’art. 18 comma 3 non vi sono pertanto istituti per permetterti di svolgere altra attività lavorativa, stante che anche durante l’aspettativa per motivi di famiglia il dipendente mantiene lo status di dipendente pubblico con conseguente rispetto della normativa sulle incompatibilità.

 

 

Cari colleghi del sindacato,

sono una vostra associata, insegnante specialista di lingua inglese a cui sono state affidate quest’anno ben 10 classi. Vi lascio quindi immaginare il numero di alunni, tutti quelli della scuola in cui lavoro! Rispetto ad alcune mie colleghe che, con la prevalenza, si ritrovano ad avere al massimo due classi, direi che la disparità di mole di lavoro è notevole, a parità di stipendio. Vi chiedo quindi se ci sia una normativa a cui potermi appellare per una tutela del carico di lavoro.

Giovanna P.

 

Cara Giovanna,

La normativa in vigore (CM n. 21 del 14/03/2011, circolare sulle iscrizioni) stabilisce che all’insegnante specialista siano assegnate “7 o 8 classi e si raggiungano almeno 18 ore di insegnamento”, quindi la tua situazione è evidentemente anomala, inoltre, la stessa circolare prevede che: “i docenti in possesso dei requisiti per l’insegnamento della lingua inglese devono impartire tale insegnamento in almeno due classi”, ciò significa che se nel tuo plesso c’è almeno un’altra insegnante in possesso dei requisiti, questa è tenuta a farsi carico dell’insegnamento della lingua inglese in almeno due classi. Rispetto ai carichi di lavoro inoltre contatta la tua RSU, perché nella contrattazione di istituto ci dovrebbero essere dei criteri che consentano di bilanciare tali carichi fra gli insegnanti.

 

Sono un’insegnante di scuola primaria di lunga esperienza, tuttavia da quest’anno, forse per ritorsione, la dirigente scolastica ha destinato ben otto ore del mio orario al potenziamento, da occupare in sostituzioni dei colleghi assenti. Il fatto è che l’istituto comprensivo dove lavoro è articolato su più plessi distanti fra loro e la dirigente pretende che io vada a fare le sostituzioni anche in altre sedi. Vorrei capire se, nel caso usassi un mezzo privato, perché non esistono mezzi pubblici che mi consentano di raggiungere le altre scuole e dovessi avere un incidente in itinere, sarei coperta dall’INAIL e dall’assicurazione. Nel mio plesso, dove risulto in servizio, mi reco abitualmente a piedi in quanto vicino alla mia abitazione.

Giulia F.

 

Cara Giulia,

prima di effettuare spostamenti con il tuo mezzo, pretendi dalla tua DS un ordine scritto con l’autorizzazione all’utilizzo, altrimenti potrebbe essere messa in discussione la copertura INAIL. Nel caso in cui il tuo disagio dovesse rispondere ad inderogabili necessità di gestione della scuola, chiedi anche di essere compensata per l’obbligata “Flessibilità organizzativa”, in base all’art. 88 del CCNL in vigore, proporzionalmente al disagio causatoti.

 

Salve,

sono un’insegnante della primaria in anno di prova. Lavoro in una scuola a tempo pieno e sono preoccupata perché tra un po’ partiranno i corsi di formazione per neo-assunti che si terranno nel pomeriggio ma il mio orario di insegnamento è distribuito su 4 pomeriggi alla settimana, come farò a partecipare? So che non sono consentite assenze. Mi potete dire come posso regolarmi a proposito?

Fabiana S

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Cara Fabiana,

gli impegni legati alla formazione in anno di prova hanno la precedenza su tutti gli altri impegni, pertanto la dirigente dovrà adattarti l’orario in modo da consentirti di frequentare i laboratori formativi. Considera che un’assenza è comunque consentita. Il riferimento normativo è il Decreto Applicativo n. 850 del 27.10.2015

 

Gentili colleghi,

sono un’insegnante vostra associata, mi è stato chiesto di partecipare ad un convegno in Francia come relatrice a fine settembre. Intendo chiedere 2 giorni di permesso (o meglio 1 se riesco a farmi dare come giorno libero uno dei due). Rientra nei giorni previsti per la formazione, vero?

Grazie per una delucidazione in merito.

Elisabetta P.

 

Cara Elisabetta,

la fruizione del diritto alla formazione è normato dall’art. 64 commi 5 e 7 del CCNL 2006-2009 ancora vigente. In particolare al comma 5 si legge: “Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. (…)”.

Al comma 7: “Le stesse opportunità, fruizione di cinque giorni e/o adattamento dell’orario di lavoro devono essere offerte al personale docente che partecipa in qualità di formatore, esperto e animatore ad iniziative di formazione. Le predette opportunità di fruizione di cinque giorni per la partecipazione ad iniziative di formazione come docente o come discente non sono cumulabili. (…)”.

Il comma 5 definisce il diritto ed il 7 riguarda proprio la tua situazione specifica.

 

 

Sono una docente entrata in ruolo nella Scuola Primaria su posto comune nell’anno 2007; dopo aver superato l’anno di prova e di formazione, nell’anno 2011 ho ottenuto il passaggio di ruolo verso la Scuola dell’Infanzia, dove ho maturato i 180 giorni di servizio e sostenuto con esito positivo il colloquio con il Comitato di Valutazione.
Quest’anno ho chiesto e ottenuto nuovamente il passaggio di ruolo verso la Scuola Primaria.

Il DS mi ha comunicato che devo ripetere l’anno di formazione e prova, è vero?

Sonia G.

 

 

Cara Sonia,

il tuo DS ha ragione, alla luce del DM 850/2015 e della CM 36167/2015, devi rifare l’anno di formazione e di prova. Secondo quanto ha avuto modo di precisare il MIUR infatti, è del tutto nuovo il modello di formazione che è incentrato sul bilancio delle competenze ed il patto di sviluppo professionale.

 

Gentili colleghi del sindacato,

sono un’insegnante della primaria in possesso di solo diploma e di specializzazione su sostegno acquisita con il corso del 2013. Vorrei sapere se adesso sono vincolata ad insegnare su posto di sostegno? Se sì per quanto tempo? Grazie per una risposta.

Michela R.

 

Cara Michela,

coloro che hanno acquisito la specializzazione per l'insegnamento su posti di sostegno con i corsi riservati al personale in esubero indetti nel 2013 non sono vincolati a tale insegnamento, per quanto i suddetti corsi siano stati indetti gratuitamente dall'amministrazione. Diversamente, coloro che hanno acquisito la specializzazione con i corsi indetti nel 2005 con il DM 21 ancora oggi sono vincolati all'insegnamento su sostegno per almeno un quinquennio.

Premesso quanto sopra, è opportuno precisare che, in presenza di un posto curriculare, tali docenti hanno la facoltà di richiederlo per trasferimento, purché non optino per la titolarità sul sostegno che li vincolerebbe per un quinquennio prima di poter tornare all'insegnamento curriculare.

 

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