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Redazione

Segreteria Nazionale

GENNAIO 2008


TAR: 

un solo alunno disabile per classe

 

Una sentenza del TAR del Lazio del 10 ottobre scorso è destinata a modificare significativamente i criteri generali di formazione delle classi.

La sentenza n. 9926/2007 stabilisce che all’interno di una classe non vi può essere più di un alunno diversamente abile, così come previsto dal DM n. 141/1999 il quale, all’art. 10, comma 2, recita testualmente: “in una classe non vi può essere che un bambino diversamente abile”. La sentenza, oltre a recepire in pieno quanto prescritto dal decreto, prevede che solo in via eccezionale sia possibile derogare al principio, ossia nel caso in cui uno dei due alunni sia portatore di handicap lievi.

Il ricorso è stato presentato dai genitori di un bambino autistico inserito in una classe in cui era già presente un altro alunno certificato.

Si tratta comunque di un pronunciamento dai risvolti ambivalenti: si viene a scongiurare la possibile creazione di classi “ghetto” con eccessiva concentrazione di situazioni problematiche e non sarà più consentito, come avvenuto per il passato, fare economia delle ore dell’insegnante di sostegno, affidandogli contemporaneamente due o più alunni all’interno di una stessa classe e diventerà interessante vedere come armonizzare il contenuto della sentenza con il contenuto della finanziaria 2008 che prevede ulteriori tagli al sostegno. Nello stesso tempo però, non sarà neppure possibile raddoppiare il numero di ore di sostegno sommando quelle di un alunno e quelle dell’altro all’interno di una stessa classe.

E ancora: se il principio è sicuramente positivo nelle classi di nuova formazione, sorgeranno nuovi problemi nelle classi già formate per decidere quale dei due alunni eventualmente destinare ad altra classe e privare quindi della continuità con i compagni e con gli insegnanti.

Nella sentenza sia pur dai risvolti incerti e da verificare, apprezziamo lo spirito dei giudici che è sicuramente quello di offrire un servizio di qualità finalizzato all’integrazione degli alunni diversamente abili e, se ci è consentito, si tratta di uno spirito di controtendenza rispetto alle scelte operate dall’attuale e dal precedente Governo. 

Michela Gallina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
     

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