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APRILE 2009 LIBRI DI TESTO
Nella
scuola primaria, quest'anno, assistiamo all’effetto perverso
dell’incrociarsi tra le disposizioni della legge
169 del 2008, nota come riforma
Gelmini, e della circolare
numero 16 del 10 febbraio 2009 avente
come oggetto: “adozione
dei libri di testo per l'anno scolastico 2009-2010”. All'articolo
5 della legge 169 troviamo quanto segue: “i
competenti organi scolastici adottano i libri di testo in relazione ai quali
l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto per un
quinquennio (…) salva la ricorrenza di specifiche motivate esigenze,
l'adozione dei libri di testo avviene, nella scuola primaria con cadenza
quinquennale, a valere per il successivo quinquennio (…)”. Fin
qui niente di strano, si pensava ad un libro di testo, appartenente alla
stessa casa editrice, che accompagnasse gli alunni dalla classe prima alla
quinta. Tra l'altro, per quel che riguarda la scuola primaria, i libri di
testo sono gratuiti per gli alunni e a prezzo fisso stabilito dal Ministero
per lo Stato. Di conseguenza il vincolo a mantenere lo stesso testo per
tutti i cinque anni non trova grande motivo di giustificazione. Gli aspetti
sconcertanti derivano dalla circolare
16 nella quale al punto 3.2 “ le
procedure per l'adozione”
leggiamo quanto segue: “gli
insegnanti attualmente impegnati nelle classi quinte della scuola primaria
hanno cura di proporre al collegio dei docenti la scelta dei libri di testo
per le classi prima, seconda e terza, mentre gli insegnanti impegnati nelle
classi terze, i libri di testo per le classi quarte e quinte.” Segue
poi il punto
3.3 - “ i
vincoli: le adozioni secondo i criteri e le procedure sopra indicate devono
rispettare i seguenti vincoli, (…): a)
la cadenza pluriennale (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni 6 per
la scuola secondaria di primo e secondo grado) per l'adozione dei libri di
testo; b)
la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola
nell'arco dei due periodi previsti; c)
la restrizione della scelta ai libri di testo a stampa per i quali l'editore
si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, fatta salva la possibilità per l'editore di trasformare il
medesimo libro di testo nella versione on-line scaricabile da Internet o
mista (…) I
vincoli indicati si applicano per le nuove adozioni dei libri di testo per
l'anno scolastico 2009-2010, non per le conferme. L'assegnazione
di altro docente nella classe, a decorrere dal 1º settembre del 2009, non
consente in alcun modo una diversa scelta di libri di testo già effettuata.
In proposito, il dirigente scolastico è tenuto ad esercitare una scrupolosa
vigilanza sul rispetto di tale divieto.” Ecco
che gli insegnanti delle attuali classi quinte si trovano a dover scegliere
i testi per le classi prime, testi però che saranno assegnati a tutte le
prime dei prossimi 5 anni, e gli insegnanti delle terze sceglieranno i libri
per le quarte dei prossimi 5 anni. Si
profila dunque una situazione davvero paradossale che pone gli insegnanti
nella condizione di non poter esercitare la libertà di insegnamento che è
anche libertà di scelta degli strumenti di lavoro e dei metodi. Pertanto
ogni insegnante si troverà a dover usare testi scelti da altri colleghi
indipendentemente dal fatto che questi possano essere coerenti con il
proprio metodo di lavoro. Altro
effetto assurdo è che saranno sempre gli stessi docenti, ogni cinque anni,
a doversi assumere la responsabilità di questa scelta. Se
lo scopo del legislatore, dall’intento demagogico, era quello di
scoraggiare la speculazione delle case editrici facendo risparmiare le
famiglie, almeno la scuola
primaria poteva essere risparmiata in quanto esclusa da questo meccanismo.
L’effetto risulta di gran lunga peggiore del male che pretendeva di
curare. I
colleghi ci chiedono quali modalità di protesta attuare contro un
provvedimento così assurdo. Ricordiamo
che è ancora possibile ricorrere alla “SCELTA ALTERNATIVA”, valida per
5 anni. Questa renderebbe possibile rinnovare la scelta di testi anno per
anno, ma va pensata bene, in modo tale che non si ritorca a boomerang contro
gli insegnanti stessi che hanno bisogno di strumenti di lavoro. Una
possibilità dunque potrebbe essere quella di adottare uno stesso quaderno
operativo per tutta la classe. Per
prendere tempo, quest’anno potrebbero essere indicati i libri con i codici
vecchi, che pertanto scadrebbero il prossimo anno e dovrebbero essere
rinnovati. Questa scelta consentirebbe di avere un anno di tempo davanti per
cercare di spiegare al legislatore i motivi della protesta e la necessità
di rivedere la normativa. In
ogni caso consigliamo di non percorrere la possibilità di rifiutare
l’adozione dei libri di testo, avrebbe conseguenze troppo faticose nel
lavoro scolastico quotidiano. E’
opportuno dunque che i colleghi si confrontino alla luce delle diverse
soluzioni possibili, compresa quella di optare per una scelta condivisa
(fatta da tutti gli insegnanti che si prevede potranno utilizzare i testi
negli anni successivi) di libri
di testo quinquennali che possano incontrare il gradimento della
maggioranza. Infine
non ci sono novità di rilievo rispetto ai tempi e alla tipologia dei testi,
vengono infatti riconfermate le condizioni preesistenti: per la scuola
primaria le adozioni vanno effettuate entro
la prima decade di maggio. La
dotazione
libraria della scuola primaria è fornita gratuitamente a tutti gli alunni.
Michela
Gallina
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