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Redazione

Segreteria Nazionale

 

 

 

Giù la maschera

Confederali e SNALS trattano sull’anticipo

 

La riforma scolastica, lo abbiamo ripetutamente sostenuto, in certe sue parti non può essere attuata perché si attende la conclusione delle trattative contrattuali sull’art. 43.

Un risvolto che non trova applicazione è l’inserimento dei bambini anticipatari, poiché per realizzarlo (attualmente in forma sperimentale) è prevista la creazione di nuove figure professionali e di nuove modalità organizzative; al momento inesistenti le prime e sconosciute le seconde.

PER FORTUNA! 

Noi speriamo che l’oggettiva difficoltà incontrata sul campo nell’inserimento dei bambini di due anni e mezzo, nonché la realistica considerazione della difficoltà e dannosità dell’inserimento medesimo, convincano il ministro dell’opportunità di recedere da tale intenzione apportando una  modifica, attesa ed auspicata, alla riforma.

In questo senso il SAM-GILDA ha fatto ripetutamente sentire la sua voce. 

Adesso succede che il COORDINAMENTO NAZIONALE PER LE POLITICHE DELL’INFANZIA, organismo del quale fanno parte sindacati e associazioni professionali (FLC, CGIL, CISL, UIL, SNALS, AIMC, ANDIS, CIDI, FNISM, MCE) mette a punto una proposta d’intesa da discutere con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

Si intende risolvere il problema degli anticipi indipendentemente dalle trattative sull’art. 43.

MA QUANTA FRETTA!!

E’ vero che il problema non è gestito correttamente dalle istituzioni scolastiche e che le direzioni regionali non hanno sinora interferito con le deroghe illegittime; ma questo è dovuto principalmente al poco interesse che viene riservato, nelle alte sfere,  alla scuola dell’infanzia e, purtroppo, anche alla scarsa conoscenza che chi rappresenta le istituzioni ha della parte della riforma riguardante questo ordine di scuola ( la sottoscritta ha ripetutamente sperimentato tale situazione).

E’ vero che la sperimentazione, in certi casi, è passata subdolamente attraverso le maglie del collegio dei docenti, ed è vero che si è anche ricorso al ricatto (iscrizioni di bambini anticipatari per non chiudere sezioni), è vero soprattutto che esiste una contraddizione anche tra la circolare 29, attuativa della riforma, e la circolare sulle iscrizioni.

Tutti i suddetti motivi evidenziano la necessità di un chiarimento ministeriale che si auspica giunga per tempo, onde evitare che in settembre si verifichino inserimenti selvaggi ed illegali.

Ma ecco che questi signori riuniti in consesso si preoccupano invece di come fare perché tali inserimenti possano avvenire!!

L’intesa prevede alcune condizioni di base; correttamente si riparla di sperimentazione, ma si prevede anche una formazione per il personale docente?!?!

Il personale docente è al momento formato dalla facoltà di scienza della formazione, si pensa forse di cambiare l’indirizzo di studio?

Il personale “vecchio” è comunque formato per insegnare a bambini dai tre ai sei anni; si pensa forse ad un aggiornamento coatto che sollevi il ministro dal forgiare l’identità delle nuove figure professionali?

Correttamente si parla di diminuzione del numero dei bambini nelle sezioni; per ogni anticipatario 3 bambini di meno in sezione, per un massimo di 3 anticipatari.

Numeri che dovrebbero essere la norma nelle scuole annullando lo scandalo dei 28 bambini per sezione: una vergogna per chiunque voglia dire di avere a cuore l’infanzia.

Correttamente il Coordinamento, per voce del suo presidente, parla di necessità di agire in difesa dell’infanzia più che a sostegno delle esigenze della famiglia.

Parole condivisibili, ma avremmo preferito una netta posizione di contrarietà agli anticipi, avremmo preferito uno schieramento comune a favore dell’abrogazione della riforma.

Parole ineccepibili, ma la maschera è caduta, purtroppo risulta evidente, alla fine, lo sforzo  del Coordinamento rivolto non ad impedire gli anticipi, ma, se pur con determinati accorgimenti, a favorirne un tempestivo avvio.

 

Chiara Moimas

 

 

 

 

 

 

 

 
     

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