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Categoria: Aprile 2015
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Numero 190, pag 4 - Aprile 2015

In questo periodo, tra gli di appuntamenti importanti per la scuola, il 28 aprile hanno avuto luogo le elezioni del CSPI Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione in cui saranno rappresentati gli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola.

Si tratta di un organo di vigilanza importante, esprime pareri in merito a tutti i provvedimenti in materia scolastica ed è quello che sostituisce l'ormai defunto CNPI: Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. I pareri obbligatori seppur non vincolanti per il legislatore, sono sempre un'occasione di critica, approfondimento e riflessione da parte di chi rappresenta la scuola vera, soprattutto la componente dei docenti.

Anche in quest'occasione, il Governo non ha mancato di mettere in pericolo la democrazia, in prima battuta attivando la macchina elettorale solo dopo numerose sollecitazioni e dopo una sentenza del TAR a seguito di ricorsi, in seconda, consentendo tempi strettissimi per la presentazione delle liste. "Approvare leggi e decreti sugli ordinamenti e l´organizzazione scolastica in assenza del massimo organo di rappresentanza dell´Istruzione, come ha fatto per due anni il Governo, è una inaccettabile forzatura istituzionale che diventa ora un vero pericolo di fronte al progetto di riforma di Renzi sulla Buona Scuola" dichiara il Coordinatore nazionale Rino Di Meglio.

Il CSPI sarà sicuramente un organo "scomodo" soprattutto rispetto all'approvazione del DDL la Buona scuola, per questo è importante che ci sia la nostra rappresentanza per difendere la dignità della funzione docente. "Per dare voce all´unica Associazione professionale dei docenti italiani che non si impegna soltanto nelle pur giuste battaglie sindacali, ma intende difendere i valori fondanti della scuola pubblica statale nel nostro Paese partendo dalla Costituzione" continua il leader della Gilda.

I valori di libertà dell´insegnamento e le competenze professionali non possono essere ridotte a semplici rivendicazioni sindacali di stampo tradizionale. Ci sono principi che non possono essere svenduti in cambio di vaghe promesse di aumenti stipendiali o sotto il ricatto del merito e della carriera.

Ringraziamo quindi tutti i colleghi che hanno votato le nostre liste.

Michela Gallina