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Categoria: Marzo 2015
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Numero 189, pag 3 - Marzo 2015

Il disegno di legge sfornato dal Consiglio dei Ministri e illustrato da Renzi con sintetiche slides e 10 punti essenziali, è ben diverso dal progetto “Buona scuola” di settembre. Ripensamenti e proroghe nelle decisioni rivelano difficoltà di applicazione dell’iniziale progetto, criticato da più parti.

I punti oscuri e preoccupanti della novità riguardano aspetti del lavoro dei docenti non marginali e che stravolgono le regole fin qua seguite; si cerca di rimediare ai problemi esistenti ma con l’impressione che …el tacon xe pezo del buso (la toppa è peggiore del buco).

 

Finora la gestione del personale, complesso e riferito all’Organico di Diritto (con le necessità di classi-insegnamenti-insegnanti dopo le pre-iscrizioni degli alunni), con aggiustamenti a luglio dovuti all’Organico di Fatto (dopo le iscrizioni effettive), ha avuto la conseguenza di troppe nomine ritardate rispetto all’inizio delle lezioni, soprattutto degli incarichi annuali.

La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto che il nostro datore di lavoro ha fatto un “ricorso eccessivo ai contratti temporanei”, il che ha comportato incertezza lavorativa e mancata continuità didattica.

Ora si vorrebbe immettere in ruolo tutti (o quasi tutti) quelli che sono inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento. Ma tali persone non hanno sempre abilitazioni corrispondenti alle cattedre vacanti; potrebbero anche avere intrapreso un’altra attività lavorativa, pur rinnovando la loro iscrizione nella GAE.

Non sarebbe più logico chiedere i tre requisiti che identificano il “precario storico”? L’iscrizione sia nella GAE che nelle Graduatorie d’Istituto e i tre anni di supplenza (1080 giorni, per l’esattezza), secondo quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea?

Per quantificare tale categoria il MIUR dovrebbe avere un’anagrafe precisa dei suoi insegnanti… eppure, pare assurdo, non esiste un’anagrafe dei docenti della scuola italiana. E’ impossibile, quindi, verificare la rispondenza tra insegnamenti da garantire ed insegnanti abilitati a farlo: il docente giusto al posto giusto! Risulta infatti che avanzeranno insegnanti di lettere e mancheranno di matematica, le cui Graduatorie sono esaurite… Mentre all’infanzia ed alla primaria tutti sanno insegnare tutto, per le scuole secondarie il problema non è marginale: i professori sono scelti ancora perché competenti nella loro disciplina più che per le altre capacità trasversali e potrebbero dichiararsi incompetenti se obbligati ad essere utilizzati su materie che non conoscono. Che si farà di questo personale superfluo?

L’aspetto ancor più preoccupante è quello che riguarda lo strapotere che viene riconosciuto ai Dirigenti Scolastici, chiamati a “selezionare” da un Albo i docenti più competenti a rispondere alle esigenze del POF della loro scuola, in base al loro curriculum professionale. Facilmente si possono immaginare favoritismi e forme di corruzione facilitati. I Dirigenti Scolastici non sono Principi illuminati e non sono stati reclutati in base ad una dimostrata capacità a valutare la preparazione professionale, didattica, metodologica, empatica, collegiale, ecc. ecc. dei docenti assegnati al loro Istituto. Specialmente se si tratta di un Istituto Comprensivo.

E se domanda ed offerta non coincidessero? Sarebbe possibile “liberarsi” di un docente che si considera poco adatto all’uopo, anche se con una nomina a tempo indeterminato? E se un supplente è presente in due o più Albi, stimatissimo da tutti, potrebbe chiedere un compenso extra? Anche sì, visto che il Collegio dei Docenti dovrebbe concorrere a stabilire i criteri per le scelte dei docenti da nominare. Ma siamo sicuri che sia questa la soluzione più equa?

Il tutto … alla faccia del Contratto Nazionale della Scuola!

Giuliana Bagliani