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Categoria: Maggio 2018
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Numero 203, pag 6 - Maggio 2018

 

Finalmente qualcosa di concreto

Lo stesso strumento che è stato fin troppo criminalmente usato per registrare e divulgare atti di bullismo può ora trasformarsi in uno strumento utile per inviare segnalazioni alle sale operative della Questura.

 

In alcune città è già operativa la app che si chiama YouPol, un’app amica che può aiutare nei momenti di difficoltà, quando si è testimoni di episodi di bullismo o di traffico di stupefacenti.

Il programma del Viminale sarà disponibile in tutta Italia dal mese di agosto 2018, dopo la sperimentazione a Roma, Milano e Catania; a febbraio è arrivata nei capoluoghi regionali ed ora comincia a diffondersi nelle province.

L’applicazione è scaricabile su tutti gli smartphone e tablet che utilizzano Android e iOs accedendo alla piattaforma Apple Store e Play Store. Si possono inviare fotografie, brevi video acquisiti dal proprio dispositivo o segnalazioni scritte di notizie di cui si è venuti a conoscenza da link, pagine Web o solo informazioni orali; si può anche effettuare una chiamata di emergenza, direttamente alla sala operativa della Questura della provincia in cui ci si trova, utilizzando un pulsante rosso ben visibile.

La segnalazione può essere anche anonima e non si configura come una “spiata”, in quanto serve alla polizia soltanto per avviare approfondimenti, indagini e monitoraggi di situazioni che potrebbero appena in seguito considerate di disagio: occorrono riscontri. L’importante è che nessuno più finga di non vedere, giri la testa dall’altra parte e non intervenga a difesa dei più deboli…siano essi le vittime o gli artefici degli atti di bullismo.

Quest’applicazione è stata pensata per i giovani che hanno confidenza con strumenti di questo tipo ma, considerati gli episodi sempre più numerosi di aggressioni fisiche, intimidazioni, ingiurie e minacce rivolte agli insegnanti, ci si augura che anche la nostra categoria si attrezzi per un’auto-difesa basata su una documentazione facile che porti ad una sacrosanta denuncia.

Giuliana Bagliani