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Categoria: Settembre2017
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Numero 200, pag 1-2 - Settembre 2017

Terminate le operazioni di mobilità, il MIUR ha reso note le disponibilità di organico per le immissioni in ruolo.

- Scuola dell’Infanzia 2733 posti comuni +  1317 posti di sostegno

- Scuola Primaria 6685 posti comuni + 4836 posti di sostegno

- Scuola Secondaria di I  grado 14016 posti + 5920 posti di sostegno

- Scuola Secondaria di II grado 14228 + 1320 posti di sostegno

-Licei Musicali 718 posti

Per un totale contingente nazionale di nomina effettiva di  51.773 posti.

Ma a seguito delle modifiche introdotte dalla riforma (L107/2015) cosa accade per coloro che si trovano convocati per l’assunzione in ruolo? Sia che vengano nominati da GM (Graduatorie di merito del Concorso) o da GaE (Graduatorie ad esaurimento), all’atto della convocazione i candidati possono scegliere solo l’ambito territoriale, la successiva assegnazione alla scuola con cui stipuleranno un contratto di 3 anni è una procedura legata all’esito della famigerata: “chiamata per competenze” o come noi molto più prosaicamente l’abbiamo sempre definita: chiamata diretta. Trattasi della scelta da parte del Dirigente Scolastico, non sulla base del punteggio oggettivo con cui il candidato si presenta, ma sulla base dei criteri che il Collegio Docenti di quella scuola ha selezionato da un ventaglio di possibilità offerte dal MIUR e che poco hanno a che fare con l’esperienza maturata e molto con certificazioni di tipo linguistico ed informatico.

Questi sono infatti i 18 criteri generali dai quali i collegi ne hanno estrapolati 6.

 

TITOLI DI STUDIO

  1. Ulteriori titoli coerenti con le competenze professionali.
  2. Ulteriore abilitazione all'insegnamento.
  3. Possesso della specializzazione sul sostegno (non per i posti sul sostegno).
  4. Dottorato di ricerca coerente le competenze professionali specifiche richieste.
  5. Specializzazione in italiano L2, di cui all'art.2 del DM 92/2016.
  6. Certificazioni linguistiche pari almeno al livello B2.
  7. Master universitari di l e Il livello.
  8. Pubblicazioni su tematiche coerenti con le competenze richieste.

 

ESPERIENZE PROFESSIONALI

  1. Insegnamento con metodologia CLIL.
  2. Esperienza di insegnamento all'estero.
  3. Partecipazione a progetti di scambio con l'estero e/o a programmi comunitari.
  4. Esperienza in progetti di innovazione didattica e/o didattica multimediale.
  5. Esperienza in progetti e in attività di insegnamento relativamente a percorsi di integrazione/inclusione.
  6. Tutor per alternanza scuola/lavoro
  7. Animatore digitale.
  8. Attività di tutor anno di prova
  9. Referente/coordinatore orientamento e/o valutazione).
  10. Progetti in rete con altre scuole o con istituzioni esterne.

 

LA PROCEDURA CERVELLOTICA

A partire dal momento della nomina in ruolo su ambito territoriale, per i candidati si attiva su istanze on-line la possibilità di compilare un curriculum, le singole scuole inoltre hanno l’obbligo di pubblicare nel sito, i criteri per la selezione dei candidati e questi, se interessati ad una istituzione scolastica in particolare o a più di una,  devono inviare alla stessa la loro candidatura accompagnata da un curriculum vitae in formato europeo al quale, se la scuola lo trova interessante, fa seguire una proposta di assunzione (ogni scuola ha pochissimi giorni per vagliare tutte le domande). L’insegnante può aderire entro 24, ore oltre le quali la proposta decade. Ciascun docente può candidarsi anche su più scuole ma accettarne poi solo una. Se il docente non viene selezionato, diventa oggetto di assegnazione d’ufficio da parte dell’Ufficio scolastico provinciale. La nomina dura comunque tre anni per tutti.

Quanto descritto vale anche per coloro che hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento su un ambito anziché su una sede.

Ribadiamo che la Gilda degli Insegnanti condanna senza riserve tale procedura che prescinde da una selezione oggettiva da graduatoria ed apre la strada all’assunzione discrezionale nella pubblica amministrazione.

Michela Gallina

 

Ed ora di seguito una versione meno tecnica della stessa procedura.

CHIAMATA DIRETTA ovvero  “MATRIMONIO COMBINATO”

Funziona così:

il docente neo-assunto sceglie un campo d’azione, l’Ambito territoriale di una provincia, secondo il criterio della moglie e dei buoi dei paesi suoi...anche per evitare spese eccessive di trasporto e di alloggio;

corteggia l’Istituto preferito di quell’Ambito inviando un curriculum vitae che lo presenti al meglio;

se vuole, gioca su più fronti ed ammicca a più di un Istituto, senza lasciare l’esclusiva ad uno solo, come fanno tutti quelli che devono sposarsi ad ogni costo;

il Dirigente scolastico, che è lusingato della scelta ma che non vuole un matrimonio al buio, può chiedere un incontro col pretendente: l’aspetto fisico, il tono della voce, l’abbigliamento, la postura e molto altro saranno fondamentali per una corrispondenza d’amorosi sensi (la chiamano “scelta per competenze”, probabilmente per pudore);

segue una piccola pausa di riflessione per entrambi gli innamorati; il passo è importante e l’impegno è duraturo: tre anni di convivenza quasi obbligati;

se l’amore è scattato, si passa alla cerimonia di assunzione, con tanto di firme, commozione e partecipazioni a parenti ed amici (MIUR, USR…);

Qualcuno rimane “zitello”: nessun Dirigente l’ha voluto oppure egli stesso non è stato propenso o abile nel mettersi in mostra, non è stato sufficientemente seduttivo. Sarà costretto ad un matrimonio forzato o “combinato”: l’Ufficio Scolastico Regionale sceglierà per lui, tra i Dirigenti scolastici rimasti appiedati.

Non sempre l’Amore trionfa.

Giuliana Bagliani